Descrizione
4 – SCIENZA E COSCIENZA
FISICA QUANTISTICA E RADIONICA
Oggi la Scienza è arrivata a delle scoperte talmente incredibili sia nell’immensamente grande che nell’immensamente piccolo che si pone le domande che un tempo furono della filosofia.
Cos’è la Materia, il visibile e il non visibile, come funziona veramente il Tempo, chi è o cos’è quell’architetto o energia che mantiene l’Ordine cosmico in un Universo che dovrebbe volgere naturalmente verso il disordine ed inoltre è possibile una Scienza del Sé che spieghi l’Uomo nella sua unicità, quasi una cellula T del nostro corpo umano, una cellula consapevole?
La fisica quantistica introduce un tema scomodo: il ruolo dell’osservatore. Non è più una domanda ma una certezza: l’osservatore influenza l’osservato. E allora cosa può l’Uomo osservatore in questo Universo dalle sorprendenti leggi che vanno oltre quanto la fisica classica ci aveva insegnato?
Le sfide della Scienza sono come nodi che non si lasciano sciogliere facilmente. L’immensamente grande e l’infinitamente piccolo non trovano le medesime risposte come assetatamente ricercato dalle più grandi menti della scienza come Stephen Hawking che affermava che: “Se riuscissimo a scoprire una teoria completa, col tempo tutti – e non solo pochi scienziati – dovrebbero essere in grado di comprenderla, almeno nei suoi principi generali. Saremmo tutti in grado di prender parte alla discussione sul perché l’Universo esiste. E, se trovassimo la risposta a quest’ultima domanda, decreteremmo il definitivo trionfo della ragione umana, poiché allora conosceremmo il pensiero stesso di Dio.”
La gravità rifiuta di essere quantizzata con gli strumenti tradizionali. Le singolarità si comportano come abissi concettuali. Il “vuoto” quantistico, ricco di energia, entra in rotta di collisione con le calme osservazioni cosmologiche. E il tempo stesso diventa un enigma condiviso.
E poi arriva il dubbio, ancora ai margini della scienza ortodossa, quello che forse per unire davvero questi due pilastri serva una terza voce, forse proprio la Coscienza o almeno l’informazione come principio fondativo. Un’idea che suona ancora più ardita se pensiamo alla realtà come a un tessuto dove ciò che vediamo e ciò che percepiamo nascono dalla stessa trama invisibile.

